nella città della musica l’allarme è scattato da qualche settimana e immediatamente si è cercato di correre ai ripari contro questo parassita lunga fra i 19 ed i 45 millimetri capace di depositare centinaia di uova
Costiera Amalfitana. (ESCLUSIVA ilfogliocostadamalfi.it) Rischiano un lento appassimento due delle monumentali palme di Villa Rufolo a Ravello a causa dell'aggressione di un parassita che dal 2005 sta distruggendo le specie arboree di alcune regioni italiane. Si tratta del punteruolo rosso (foto a lato scattata ad uno degli esemplari rinvenuti lungo il fusto nei giardini della Villa Rufolo) un coleottero curculionide, originario dell'Asia e micidiale parassita di molte specie di palme.
Nel 2005 viene segnalato in Sicilia e quindi, in veloce diffusione verso il nord della penisola, è arrivato in Campania portando a morte centinaia di palme secolari in parchi pubblici e in giardini privati.
Un vero problema se si considera che finora metodi capaci di sterminarlo non ne esistono ad eccezione dell’utilizzo di prodotti che devasterebbero il ciclo biologico di queste piante che in diverse zone della Costa d'Amalfi sono parte integrante di panorami suggestivi come quello di Ravello.
Nella città della musica l’allarme è scattato da qualche settimana e immediatamente si è cercato di correre ai ripari contro questo parassita lunga fra i 19 ed i 45 millimetri capace di depositare centinaia di uova. Il punteruolo rosso, che presenta una livrea di colore rosso-brunastro, si nutre dell’humus della pianta fino a devitalizzarla. “Con i trattamenti
applicati finora non si sono ottenuti risultati - spiega il direttore di Villa Rufolo Secondo Amalfitano a ilfogliocostadamalfi.it - Speriamo solo nei risultati di una sperimentazione in atto. Purtroppo in Italia le palme sono destinate a scomparire perché il problema si risolve solo con interventi costosi come l’impiego di apparecchiature a microonde che riscaldano la pianta e provocano morte del parassita”.
Stando a quanto si apprende il punteruolo rosso, denominato dagli esperti Rhynchophorus ferrugineus, è originario dell'Asia sudorientale e della Melanesia, dove è responsabile di seri danni alle coltivazioni di Cocos nucifera. A seguito del commercio di esemplari di palme infette la specie ha raggiunto negli anni ottanta gli Emirati Arabi e da qui si è diffusa in Medio Oriente ed in quasi tutti i paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo.
Risalito sino alla Spagna, il parassita ha successivamente raggiunto la Corsica e la Costa Azzurra francese mentre la prima segnalazione in Italia è del 2004 e si deve ad un vivaista di Pistoia che aveva importato delle piante dall'Egitto. Per lo storico degli alberi Antimo Palumbo il parassita potrebbe portare all'estinzione delle palme nella città di Roma entro il 2015. La causa della rapida diffusione è principalmente il commercio di esemplari di palma infestati dall'insetto e non riconosciuti tali.
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(redazione de il foglio Costa d'Amalfi)
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