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Sindaco Ravello replica a opposizione: 'Sfacciata impudenza'
17/03/2010   - autore: redazione  
 

Imperato fa sapere di aver ricostruito al Prefetto quelle che lui definisce "le ragioni del fallimento di un percorso politico"; quello cioè contenuto proprio negli accordi, di cui oggi, dice Imperato, "paradossalmente si pretende la ratifica".

imperatoCostiera Amalfitana. Sulla vicenda della mancata convocazione del consiglio comunale interviene il sindaco di Ravello, Paolo Imperato, che definisce quello del gruppo “Insieme per Ravello” un "ennesimo tentativo di sfacciata impudenza". "A correzione di un grossolano abbaglio pure apparso ed al fine di evitare facili strumentalizzazioni, chiarisco che alcun intervento sostitutivo è stato posto in essere - scrive il sindaco di Ravello in una nota inviata alla redazione de ilfogliocostadamalfi - dopo che il gruppo di minoranza aveva rappresentato con la (enfatizzata) richiesta rivolta al Prefetto di Salerno di ottenere la convocazione del Consiglio Comunale in relazione agli atti, a suo tempo, intervenuti tra Regione Campania, Comune e Fondazione Ravello (dichiarazione di intenti del 3 settembre 2009 e successivo schema contratto di comodato)".

Il primo cittadino della perla della Costa d'Amalfi aggiunge: "Per vero, il Prefetto si è limitato ad invitare il Sindaco di Ravello a convocare, nel rispetto dell’art. 39 T.U.E.L. (20 gg. successivi), il Consiglio Comunale per l’inserimento all’ordine del giorno. Ho ritenuto, tuttavia, necessario predisporre, in data odierna, all’attenzione del dott. Sabatino Marchione, un puntuale, quanto doveroso riscontro al fine di dimostrare come la richiesta del Gruppo di Minoranza sia una mera (e sterile) riproposizione di un argomento diffusamente illustrato, dapprima, nella seduta consiliare del 30.9.2009 e, segnatamente, in quella del 30.11.2009, allorquando, dopo la lettura di un documento “ad arte suggerito”, i Consiglieri di Minoranza preferirono “la via della fuga” a quella del democratico confronti".

Imperato fa sapere di aver ricostruito al Prefetto quelle che lui definisce "le ragioni autentiche del fallimento di un percorso politico". Quello cioè contenuto proprio negli accordi, di cui oggi, dice Imperato, "paradossalmente si pretende la ratifica". "Un fallimento - aggiunge il sindaco - determinato solo dall’inaffidabilità di chi, disattendo tutti gli impegni pure assicurati, ha, di fatto, precluso la possibilità di trasformare la Fondazione in strumento realmente al servizio delle Istituzioni, con benefici diretti a vantaggio dell’intera Collettività".

Un argomento che secondo il primo cittadino è "ormai noto a tutti, per essere stato al centro di un serrato dibattito, protrattosi per mesi, con significativo rimbalzo di stampa e ampio coinvolgimento della Cittadinanza, come da ultimo dimostrato attraverso il confronto aperto in Villa episcopio". "Evidentemente - prosegue - non lo è per i Consiglieri di Minoranza: autori ancora oggi (dopo lo sciacallaggio per le assunzioni straordinarie di due vigili urbani proprio in occasione dell’inaugurazione dell’Auditorium e l’inizio dei lavori di realizzazione dei nuovi loculi cimiteriali) di un’ulteriore iniziativa, tanto pretestuosa, quanto strumentale che rivela il reale intento che anima il loro presunto “fervore legalitario”: sostenitori “accaniti ed interessati” di un sistema di controllo della Fondazione che ha prodotto solo distorsioni e disuguaglianze!".

Imperato, contestulamente allo sfogo, fa sapere di aver rassicurato il sig Prefetto circa le intenzioni della sua maggioranza che sono quelle di avvertire "l’esigenza imprescindibile, prima di chiunque altro, di definire il modello più dignitoso e appropriato di gestione dell’Auditorium - conclude la nota - che sappia coinvolgere le tante energie e professionalità di questo Paese, cui , per anni ,è stata meschinamente spenta la speranza di sentirsi protagonisti del proprio destino!".
 

 

 

(redazione de il foglio Costa d'Amalfi)

 

 

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